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Al via il processo a Saddam Hussein

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Al via il processo a Saddam Hussein

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Giornata storica per l’Iraq: è iniziato il processo a Saddam Hussein. Ed è già stato aggiornato al 28 novembre. L’ex dittatore iracheno è accusato insieme ad altri sette fedelissimi di crimini contro l’umanità. Il processo si concentra per ora su un episodio particolare: il massacro nel villaggio di Doujail, nel 1982.

Entrando in aula, Saddam Hussein ha subito esordito sfidando la corte. Al presidente della giuria che più volte gli ha chiesto di fornire le sue generalità non solo non ha risposto, ma ha dichiarato di non riconoscere i giudici del tribunale speciale iracheno, istituito due anni fa dall’amministratore americano Paul Brenner. L’ex rais di Bagdad era calmo, in buona salute, “sicuro della sua innocenza”, ha detto la figlia. Alla lettura dei capi di imputazione è rimasto impassibile. La sua difesa è assicurata da un team di avvocati ma solo i legali iracheni hanno potuto entrare in aula. Saddam Hussein ha mostrato la sua fierezza sino all’ultimo: in chiusura di udienza è persino venuto alle mani con le guardie che lo portavano fuori dall’aula. La Difesa ha subito eccepito salla legalità del processo, e ha chiesto di aggiornare l’udienza di tre mesi. Il giudice ha concesso più tempo per studiare la documentazione, oltre 800 pagine, ma ha fissato la prossima data del processo tra un mese e mezzo. Decisione presa anche perché i testimoni convocati non si sono presentati in aula. Saddam, come i suoi sette coimputati, si è dichiarato non colpevole. Se la giuria decidesse altrimenti rischia la pena di morte: l’impiccagione in Iraq, entro 30 giorni dalla sentenza. Verrebbe dunque giudicato per gli altri crimini di cui è accusato solo post mortem. Per la difesa, che ha già parlato di un processo pilotato dagli Stati Uniti, “la sentenza è già scritta.”