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Influenza aviaria: per l'OMS la pandemia è solo questione di tempo

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Influenza aviaria: per l'OMS la pandemia è solo questione di tempo

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Per l’Organizzazione mondiale della sanità è solo una questione di tempo: il virus H5N1 dell’influenza aviaria è certamente destinato a trasformarsi in pandemia. Prima o poi il virus subirà una mutazione che consentirà la trasmissibilità da uomo a uomo. John Watson, dell’Agenzia britannica della protezione della salute: “E’ sempre accaduto. Ogni 20, 40 anni avvengono queste mutazioni e quindi primo o poi la pandemia umana ci sarà. Se sarà legata a questo virus, a una sua variante o a un virus completamente diverso, ancora non si sa”.

Gli esperti hanno calcolato il numero dei morti eventuali. Marc Van Ranst, virologo dell’Università cattolica di Lovanio, in Belgio: “Tutti gli scenari mostrano che un terzo della popolazione mondiale potrebbe ammalarsi in 15 settimane. Nel 1918, l’influenza spagnola ha ucciso fra i 20 e i 50 milioni di persone. A quell’epoca la terra aveva 1,8 miliardi di abitanti. Oggi siamo quasi 6 miliardi. Ciò significa che il numero dei decessi potrebbe triplicare. Questo ragionamento, però, non tiene conto dei grandi progressi fatti in materia di terapie”. La medicina conta oggi sugli antivirali. L’OMS consiglia agli stati di costituire riserve di tali farmaci. Il più conosciuto, il Tamiflu, sarebbe efficace, ma solo se somministrato prima dell’infezione o ai primi sintomi della malattia. Tuttavia, secondo l’autorevole rivista Nature, l’H5N1 potrebbe rivelarsi resistente al Tamiflu. Il vaccino è l’unica arma davvero efficace, ma lo si potrà realizzare solo dopo la mutazione del virus e ci vorranno parecchi mesi per ottenerlo. Allora, nell’attesa, vaccinarsi contro l’influenza, diciamo così, normale? L’unico vantaggio, dicono alcuni esperti, sarebbe la certezza di non cumulare due infezioni, riducendo così i rischi per la salute. Anche su questo, però, i pareri sono discordi.