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Virus dei polli: corsa contro il tempo per mettere a punto un vaccino efficace

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Virus dei polli: corsa contro il tempo per mettere a punto un vaccino efficace

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Altamente letale, ma paradossalmente meno pericoloso. Il virus H5-N1 è la peggiore delle forme note d’influenza aviaria. Colpisce principalmente gli uccelli d’allevamento, ma anche l’uomo. Sembra un controsenso, ma se la sua capacità d’uccidere dovesse diminuire, diverrebbe più pericoloso perchè più facilmente trasmissibile.

Ora è una corsa contro il tempo per identificare con precisione la variante dell’attuale ceppo epidemico e creare un vaccino efficace. Questo è un laboratorio di Lione. Uno dei ricercatori spiega che qui il virus viene isolato ed estratto da uova infette. Solo conoscendo come il virus si modifica si può mettere a punto un vaccino. Il problema è proprio la capacità di modificarsi dimostrata dal virus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità può limitarsi solo a raccomandare controlli e disinfezioni visto che, anche in presenza di un vaccino, difficilmente questo potrebbe essere utile in caso di pandemia: “Se volessimo bloccare un’epidemia di febbre aviaria – spiega il portavoce dell’Oms – ci vorrebbe una quantità di vaccino sufficiente per inocularla ad ogni singola persona nel mondo, quindi 6 miliardi di dosi. Evidentemente è impesabile”. Allo stato attuale non esistono casi accertati di trasmissione dell’H5-N1 da uomo a uomo. Le infezioni dal 2003 hanno riguardato un centinaio di persone, i decessi sono stati una sessantina. Ma in ciascun caso gli individui erano entrati in contatto direttamente con il volatile contagiato. Il virus viaggia principalmente nell’intestino degli uccelli migratori. Il motivo per cui nel cuore dell’Europa non si è ancora registrato nessun caso è semplice: la malattia è altamente virulenta ed ha un rapido decorso. Gli uccelli muoiono prima di poter coprire grandi distanze.