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Russia, 85 morti in una battaglia urbana tra guerriglieri e militari

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Russia, 85 morti in una battaglia urbana tra guerriglieri e militari

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Alcuni combattenti hanno tenuto l’assedio tutta la notte a Nalcik ma i soldati russi che li circondano non intendono aspettare a lungo.

Il capoluogo della regione caucasica della Cabardino-Balkaria è stato teatro ieri di una carneficina. Un commando formato da un centinaio di uomini, musulmani wahabiti secondo le autorità, ha tentato di prendere il controllo di tre commissariati, delle sedi dei servizi di sicurezza e dell’aeroporto provocando una violenta reazione dell’esercito. Gli assalti sono stati rivendicati da un sito indipendentista ceceno. Alla fine della giornata si sono contati 61 guerriglieri morti, 17 arrestati. Uccisi nei combattimenti anche 12 civili e 12 poliziotti. I feriti sarebbero decine. La reazione di Mosca è stata immediata: le scuole sono state evacuate nel timore che si ripetesse un’altra Beslan e la città di Nalcik è stata accerchiata per evitare che i ribelli fuggissero. Nel frattempo venivano dispiegati 1.500 soldati e 500 poliziotti, con l’ordine dato dal presidente Vladimir Putin in persona di “liquidare” chiunque, armato, opponesse resistenza. Mosca vede nell’azione un tentativo di esportare il conflitto ceceno. Nella Cabardino-Balkaria un atto eclatante era quasi atteso dopo la scoperta, il 9 ottobre scorso, di un nascondiglio pieno di esplosivi.