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Nalchik, l'esercito doma la rivolta dei ribelli: quasi cento i morti in totale

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Nalchik, l'esercito doma la rivolta dei ribelli: quasi cento i morti in totale

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Spari. Combattimenti. Poi l’incursione. A Nalchik, nelle prime ore di stamattina si è svolta l’operazione dell’esercito, che ha portato in salvo le ultime due donne tenute in ostaggio negozio ed eliminato gli ultimi ribelli.

In una città da stato d’assedio, la rivolta del gruppo Iarmouk, accusato di essere il responsabile dell’attacco armato, è stata domata. La situazione è tornata sotto il controllo russo. Le autorità assicurano che tutti i guerriglieri sono stati uccisi e gli ostaggi liberati. Nelle strade ci sono stati ripetuti scontri tra i terroristi e l’esercito e la polizia. Il bilancio della giornata di sangue è di circa 12 vittime civili, 24 soldati e sessantuno guerriglieri morti. I feriti sarebbero decine. Diciassette terroristi sono stati arrestati. La regione russa della Kabardino-Balkaria, nel nord del Caucaso, conosce da qualche anno una radicalizzazione della militanza islamica. L’Islam è represso dalle autorità locali: le organizzazioni musulmane, un tempo legali, sono state messe fuori legge. Nella rivendicazione dell’attacco pubblicata su un sito indipendentista ceceno, il gruppo Iarmouk è presentato come un distaccamento del fronte caucasico delle forze armate della repubblica cecena. Per il Cremlino, l’azione contro Nalchik rappresenta il tentativo di esportare il conflitto tra Mosca e la Cecenia anche in altre repubbliche.