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Allerta elevata in Iraq alla vigilia del voto sulla Costituzione

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Allerta elevata in Iraq alla vigilia del voto sulla Costituzione

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Baghdad, piazza al-Firdos. Il luogo dove una folla abbattè l’enorme statua di Saddam Hussein, è oggi pieno di manifesti che invitano a votare Si al referendum di domani sulla Costituzione.

Intanto, le strade della capitale sono deserte e pattugliate dalla polizia. Nel timore di attentati lo stato d’allerta è massimo. Alla popolazione è stato chiesto di non uscire di casa se non per motivi irrinunciabili. La Costituzione, approvata inizialmente solo da kurdi e sciiti, in extremis, dopo la garanzia di una futura modifica, ha ricevuto anche il via libera dei sunniti. Di loro occorrerà conquistarsi la fiducia, come dice Nabil Younis, docente di scienze politiche all’Università di Baghdad. “Dobbiamo convincerli che stiamo facendo del nostro meglio, e non ignorare la loro voce dicendo semplicemente ‘noi siamo la maggioranza, e possiamo fare ciò che vogliamo’”. La ancora fragile democrazia irachena si affida per il momento alla televisione per convincere gli indecisi, con spot trasmessi a tutte le ore e che garantiscono valori come la “libertà d’espressione”, i “diritti alle donne” e l’“unità del paese”, alla base della nuova Costituzione.