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Le regioni del Caucaso e l'acutizzarsi d'un conflitto che dura da secoli

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Le regioni del Caucaso e l'acutizzarsi d'un conflitto che dura da secoli

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La Cecenia e le regioni del Caucaso sono il tipico esempio di cosa sia un conflitto divenuto cronico.

Zona di incontro-scontro fra differenti culture sin dal Medioevo, nel Novecento la Cecenia subisce le deportazioni sovietiche. Ma è dopo il collasso dell’Urss che la situazione di conflitto si acutizza. Nel 1991 la Cecenia si autoproclama repubblica indipendente e nel 1999 i gruppi guidati da Samil Basaev sconfinano in Daghestan. E’ l’inizio d’un coflitto ancora aperto e che interessa Daghestan, Inguscezia, Nord Ossezia e ora la Kabardino-Balkaria. Un conflitto fatto d’attentati giunti sino al cuore di Mosca e del quale poco i giornalisti riescono a raccontare da vicino. Oggi Grozny si prepara ad un voto che potrebbe essere storico: il 27 novembre i ceceni sceglieranno i propri deputati. I partiti autorizzati dal Cremlino a prendere parte alle elezioni sono 21. Gli analisti locali concordano nella difficoltà di prevedere un risultato. Il principale auspicio per tutti è che durante il voto non vi siano le scorrettezze, le violazioni e le carenze di democrazia che hanno caratterizzato il referendum costituzionale e le presidenziale del 2003. Il primo leader ceceno, Akmad Kadyrov, visto oggi dai separatisti come un traditore, si allineò allora con il regime appoggiato da Mosca e venne eletto presidente della repubblica con l’83 per cento dei consensi. Con le armi, diceva allora, non otterremo nulla. E’ stato assassinato il 9 maggio 2004. I gruppi islamici wahabiti hanno approfittato dell’instabilità politica. Il tentativo costante negli ultimi dieci anni è quello di internazionalizzare il conflitto portando le ragioni indipendentiste agli occhi dell’opinione pubblica. E’ quanto accade in giugno 1995: un centinaio di guerriglieri ceceni guidati da Basaev prendono in ostaggio circa mille persone all’ospedale di Budionnovsk, vicino a Stavropol. Uno degli episodi più drammatici è quello del sequestro della scuola Numero Uno di Beslan, in Ossezia del Nord in settembre di un anno fa. Nel 2003 ad essere colpita è Mosca con il sequestro del Teatro Dubrovka e la bomba durante un concerto nella periferia. La volontà indipendentista porta il conflitto anche in Georgia, in Abkasia e nella regione del Nagorno-Karabakh rivendicata dall’Azerbaigian. Le ragioni dell’instabilità sono legate ovviamente anche alla lotta per il potere e a motivazioni economiche tra le quali il petrolio che contribuisce a far bruciare la regione.