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Costituzione, l'Iraq al voto. Urne aperte in prigioni e ospedali

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Costituzione, l'Iraq al voto. Urne aperte in prigioni e ospedali

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L’Iraq al voto. I primi a dare il giudizio sulla Costituzione sono i detenuti delle prigioni, i malati e il personale degli ospedali.

Le urne sono state aperte questa mattina, con 48 ore di anticipo rispetto al resto del Paese, come previsto dal programma della Commissione elettorale. Sabato, più di 15 milioni e mezzo di cittadini iracheni saranno chiamati a pronunciarsi con un referendum sulla carta fondamentale. Soldati, polizia e le altre forze di sicurezza saranno schierati per evitare il rischio di attentati, come quelli che segnarono le elezioni il 31 gennaio scorso. L’accordo trovato in extremis tra le tre forze politiche fa sperare in un clima più sereno. Il progetto è sostenuto da Sciiti e Curdi, concordi in una visione federalista dello Stato, ma osteggiato dai Sunniti, preoccupati di uscire penalizzati in caso di frazionamento del Paese.Il testo della carta è stato distribuito tra la popolazione. Ma potrà essere emendato dopo le elezioni legislative di dicembre.