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Terremoto in Asia: si aggrava il bilancio. Il rischio sono le epidemie

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Terremoto in Asia: si aggrava il bilancio. Il rischio sono le epidemie

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40 mila morti. Al di là delle cifre ufficiali è questo il bilancio più verosimile del terremoto che ha colpito l’Asia del Sud. A tre giorni dalla tragedia molti villaggi sono ancora isolati, sotto le rovine resta un numero imprecisato di cadaveri e il pericolo incombente, ora, è quello delle epidemie.

Nelle zone colpite dal sisma, India, Pakistan e in particolare il Cachemire, l’area contesa tra i due paesi, cominciano ad affluire gli aiuti internazionali. Grazie alla riapertura delle principali strade, le città del Cachemire, isolate fino a ieri, hanno ricevuto cibo, indumenti e altri generi di prima necessità. Ma non tutti, a Muzaffarabad, capitale della regione, hanno potuto beneficiare degli aiuti. “Qui non c‘è nulla, nè cibo, nè acqua. Mi avevano detto che stavano per arrivare delle squadre di soccorso, elicotteri, autobus, ambulanze. Ma qui non si è visto nulla”. Alcuni elicotteri americani hanno effettivamente raggiunto la capitale ma le esigenze della popolazione superano abbondantemente il livello degli aiuti. Un militare pakistano invita la popolazione ad avere pazienza. “Quando si verifica un disastro ci vuole del tempo per raggiungere tutti coloro che sono stati colpiti. Servono almeno 48 ore. Non potevamo fare nulla finchè le strade non erano praticabili”. Sfamare e dissetare la popolazione, estrarre i corpi rimasti sotto le macerie. Sono queste le priorità dei soccorritori. Ma la vera emergenza rischia di essere un’altra: la contaminazione dell’acqua potrebbe provocare una pandemia.