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Liberia, elezioni dopo la guerra. Favorito l'ex calciatore George Weah

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Liberia, elezioni dopo la guerra. Favorito l'ex calciatore George Weah

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Ventidue candidati alla presidenza, come due squadre di calcio, ma il favorito alle elezioni presidenziali in Liberia è lui, George Weah, che da buon ex attaccante contrattacca a chi lo accusa di mancare di esperienza e cultura politica. “Chi sa parlare, o leggere e scrivere, dice, cosa ha saputo creare in questo paese se non violenza?”.

La sua avversaria più accreditata èun’economista di fama internazionale, laureata ad Harvard, Ellen Johnson-Sirleaf. Soprannominata la Thatcher di Monrovia, è molto vicina all’attuale presidente del governo di transizione, ha collaborato in precedenti esecutivi, è oltre che esperta di economia, paladina dei diritti umani. Si è pure occupata di campagne internazionali per Emma Bonino. Manca però dell’appeal di una star del football. I sondaggi danno infatti per vincente l’ex asso del Milan, forte della sua immagine di successo, facile presa su una popolazione giovanissima: solo la metà degli abitanti della Liberia raggiunge i trent’anni. Il paese va riprendendosi dai lunghi anni di guerra civile e dal regime di Charles Taylor. Oggi l’economia cresce a ritmi sostenuti: in due anni di tregua il settore agricolo si è ripreso, i capitali messi insieme con la cooperazione internazionale sono stati ben investiti. Resta la corruzione, piaga di sempre, in un paese ricchissimo di diamanti: una risorsa che ha alimentato sanguinose rivalità tra clan, con centinaia di migliaia di morti.