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Germania. SPD-CDU: insieme al governo, divise su tutto

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Germania. SPD-CDU: insieme al governo, divise su tutto

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Angela Merkel e Gerhard Schroeder, in campagna elettorale, erano divisi su tutto. Ora CDU e SPD si trovano a dover governare insieme il paese. In Germania la strana alleanza mette una accanto all’altra due diverse concezioni della politica. Facile prevedere i contrasti sulle questioni dove non sarà possibile giungere a compromessi.

Su un punto centro-destra e centro-sinistra sono d’accordo, sulla necessità di riportare al 3% il rapporto tra deficit e Pil. Anche sullo strumento necessario per vincere la sfida le parti concordano: l’applicazione della cosiddetta lista Koch-Steinbruck che prevede di sopprimere alcune esenzioni fiscali. Ma la CDU sarà costretta a rinunciare al suo proposito di aumentare di due punti l’Iva, su questo punto l’SPD non cederà mai. Difficile immaginare un’intesa sulle tasse da applicare ai redditi alti. La destra vuole diminuirle e la sinistra aumentarle. Più facile un accordo sulle riduzioni fiscali a favore delle aziende. Ma la vera sfida, in un paese dove la disoccupazione ha raggiunto l’11%, è il lavoro. Difficile, se non impossibile, che vadano in porto le riforme radicali annunciate dalla CDU. Si scontrano due visioni opposte del problema: i cristiano-democratici vogliono liberalizzare il settore e facilitare i licenziamenti. I socialdemocratici si oppongono e non accettano compromessi. Ma anche sulla sanità i punti di vista sono distanti. Le riforme annunciate in campagna elettorale dai due schieramenti seguono linee opposte. Difficile individuare un percorso comune. L’SPD propone di seguire il modello francese: finanziare l’assistenza sanitaria con un prelievo procapite in base al reddito. La CDU ipotizza un contributo fisso a prescindere dalle condizioni economiche. Per non parlare della politica estera. L’SPD, in appoggio a Schroeder, ha contrastato la guerra in Iraq di Bush. La CDU, guidata da Angela Merkel, pur non avendo promesso l’invio di truppe tedesche, ha una visione decisamente più filo-atlantica. La Turchia è un altro argomento di divisione. I socialdemocratici sono favorevoli al suo ingresso in Europa, i cristiano-democratici, al massimo, possono accettare un partnerarito privilegiato.