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Melilla: i militari marocchini uccidono 6 clandestini

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Melilla: i militari marocchini uccidono 6 clandestini

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Un primo gruppo di clandestini che era riuscito a penetrare il confine spagnolo a Melilla è già stato rimpatriato.

Anche ieri un’altra ondata di immigrati ha tentato di passare la frontiera: erano in 1.500 ma sarebbero stati tutti respinti. Mercoledì – ma si è saputo solo ieri, soldati marocchini hanno addirittura ucciso sei extracomunitari. Secondo le autorità hanno agito per “autodifesa” di fronte un “assalto di rara violenza”. Madrid punta anche a interventi a sostegno del continente: “E’ essenziale cambiare atteggiamento verso l’area del Mediterraneo e dell’Africa – ha detto il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero – Ed è importante che questo mutamento sia una priorità per l’Unione Europea.” In quest’ottica sembra muoversi anche Nicolas Sarkozy, ministro dell’interno francese e probabile candidato alla presidenza della Repubblica, che ieri era a Tripoli per incontrare il leader libico Muammar Gheddafi. “Se vogliamo controllare ciò che accade nel Mediterraneo occorre una cooperazione con l’Algeria, il Marocco, la Tunisia e la Libia. Altrimenti non controlleremo un bel niente”. Gli africani che puntano a entrare in Europa attraverso la Libia scelgono di solito la via marittima cercando di approddare sulle coste italiane, specie aLampedusa. Di fronte ai picchi di immigrazione nelle sue enclave in Africa, la Spagna ha anche deciso di appellarsi per la prima volta a un accordo del 1992, che le consente di riaccompagnare alla frontiera marocchina gli extracomunitari di cui non sia possibile determinare la nazionalità.