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Ancora sei morti alle frontiere delle enclave spagnole in Marocco. Il governo Zapatero cerca di correre ai ripari

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Ancora sei morti alle frontiere delle enclave spagnole in Marocco. Il governo Zapatero cerca di correre ai ripari

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Il governo spagnolo cerca di far fronte all’emergenza immigrazione alle frontiere con il Marocco. Nelle enclave di Ceuta e Melilla è giunta oggi la vice-presidente dell’esecutivo Maria Teresa Fernandez de la Vega che ha confermato che Madrid e Rabat rafforzeranno la cooperazione per sorvegliare le frontiere e per il rimpatrio degli immigrati.

“C‘è qualcuno in Spagna – si è domandato il premier Zapatero – che osa chiedere di sparare su questa gente che lascia letteralmente la pelle sul filo spinato per cercare di sfuggire a una vita misera.” Questa notte un nuovo tentativo d’immigrazione clandestina, respinto dalle forze dell’ordine ha provocato la perdita di altre vite. Sei africani sono morti, secondo il ministero dell’interno marocchino. Cinque le vittime la settimana scorsa. La pressione dell’immigrazione si è fatta più forte dall’inizio dell’estate da quando il governo spagnolo ha deciso di innalzare la recinzione alle frontiere con il Marocco da tre a sei metri. In pochi giorni 3.000 persone si sono precitate sulle uniche frontiere terrestri tra l’Africa e l’Unione europea. E in 500 sono riusciti a passare. Alcuni di questi si sono radunati davanti a un ufficio del ministero del lavoro nell’enclave di Melilla.