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I punti salienti del negoziato UE-turchia

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I punti salienti del negoziato UE-turchia

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Risale al ’63 il primo accordo di associazione fra la Turchia e quella che all’epoca si chiamava la Comunità economica europea. Da allora, il paese al di là del Bosforo è molto cambiato e si è avvicinato agli standard di vita occidentali.

In pochi anni la Turchia ha abolito la pena di morte e, pur mantenendosi ancorato alla tradizione mussulmana, ha modernizzato il codice penale, andando nel senso di un riconoscimento dei diritti delle donne. Nel dicembre del 2004, l’Unione europea e la Turchia si accordarono per cominciare nell’ottobre 2005 i negoziati su un’eventuale adesione. Nello stesso tempo Bruxelles spingeva per un’accelerazione delle riforme e per una maggiore democratizzazione della società. Vari sono i punti ancora controversi. La pratica della tortura è ad esempio fuori legge e sono state rinforzate le pene previste. Ma le associazioni per il rispetto dei diritti umani ritengono che essa sia ancora massicciamente praticata, cosa che il governo smentisce. Poi c‘è la questione di Cipro. Le istanze europee esigono il pieno riconoscimento della Cipro greca, ormai membro a pieno titolo dell’Unione. Un riconoscimento che ancora non è avvenuto. Altro punto controverso, il problema del genocidio armeno, un crimine che appartiene alla storia del primo novecento e che passa ancora sotto silenzio. Argomento piu’ attuale, il rispetto dei diritti della minoranza curda. Già dal 2002 la Turchia autorizza la diffusione di programmi radio-televisivi in lingua curda e ne consente l’insegnamento, ma la comunità curda sostiene che nella pratica le discriminazioni persistono.