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Scontro frontale tra Barcellona e Madrid sul nuovo statuto catalano

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Scontro frontale tra Barcellona e Madrid sul nuovo statuto catalano

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La soddisfazione catalana per l’approvazione del nuovo statuto della Generalitat, a Madrid solleva un mare di polemiche.

Il testo è stato votato oggi dal parlamento di Barcellona con 120 voti a favore e 15 contro. Anche l’opposizione nazionalista si è schiarata dalla parte della coalizione tripartitica di maggioranza. Il prossimo ostacolo saranno le Cortes, il parlamento nazionale, che difficilmente accetteranno la Catalogna come nazione, così riporta il testo, e non come una delle nazionalità che costituiscono la Spagna. La Catalogna è una delle regioni, o meglio, comunità autonome, che in Spagna godono di maggiore autonomia: ha un Pil per abitante tra i più elevati del paese, per questo intende acquisire la totale gestione delle proprie risorse senza passare per Madrid. Ma proprio nella capitale sorgono i principali ostacoli contro il progetto. Ascoltiamo Maria-Teresa Fernandez de la Vega, vice-presidente del governo spagnolo: “Zapatero ha promesso di sostenere una riforma dello statuto votata dal parlamento catalano e lo farà, ciò non toglie che il testo possa essere ritoccato nei punti che sollevino problemi a livello costituzionale”. Lo statuto catalano rimette in causa la questione dell’unità nazionale difesa con i denti dai conservatori dell’ex premier José Maria Aznar, gli stessi che oggi chiedono nuove legislative nel caso in cui il governo nazionale si rifiuti di far passare lo statuto con i due terzi dei voti alle Cortes, invece del consueto 50% più uno. Senza contare che un eventuale sì di Madrid potrebbe servire da precedente per le richieste di altre comunità autonome.