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Da Marocco alla Spagna: l'immigrazione passa per Ceuta e Melilla

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Da Marocco alla Spagna: l'immigrazione passa per Ceuta e Melilla

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Solo dieci chilometri separano qui a Tarifa, in Andalusia, la costa spagnola da quella del Marocco. Un tratto di mare estremamente pericoloso, che attrae però chi è pronto a rischiare tutto per arrivare in Europa. In centinaia sono morti così, non si sa quanti ce l’abbiano fatta. Da un anno e mezzo tuttavia la cooperazione più stretta tra Madrid e Rabat ha dato i suoi frutti.

Il traffico di clandestini è diminuito del 24 per cento verso l’Andalusia e del 55 per cento verso le Canarie. La pressione è aumentata di conseguenza su Ceuta e Melilla le due città spagnole sulla costa nordafricana, protette da una barriera, alta 3 metri e lunga 10 chilometri. Poco lontano da Melilla centinaia di subsahariani aspettano la notte nella foresta per tentare di scavalcare in massa la barriera metallica, servendosi di scale di legno. Secondo la guardia civile spagnola nel 2005 ci hanno provato in circa 12 mila. Nel 2004 circa 55 mila, da soli o in gruppo. La notte tra martedi e mercoledi, circa 400 migranti, spinti dalla disperazione hanno dato l’assalto alla barriera di Melilla. Secondo le autorità della città autonoma, 200 sono riusciti a passare. Quaranta sono rimasti feriti, oltre a cinque guardie civili. Al di là del filo spinato, invece dell’Europa, ci sono i centri di accoglienza temporanea, ormai saturi. La maggiornaza dei clandestini hanno attraversato l’Africa e perso tutti i risparmi per finire qui.Chi viene spedito indietro non capisce: “Mi hanno ricacciato via, sono del Congo, li’ c‘è la guerra. Sono scappata e mi rimandate li con i bambini…” Finora non ha giovato a molto la misura adottata dal governo di Madrid: alzare la barriera da tre a sei metri.