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Algerini alle urne per estendere l'amnistia ai terroristi islamici

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Algerini alle urne per estendere l'amnistia ai terroristi islamici

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Gli algerini hanno cominciato a votare per il controverso referendum sulla Charta per la pace e la riconciliazione nazionale. Lo scrutinio è stato voluto dal presidente Abdelaziz Bouteflika che intende voltare pagina sulle violenze terroristiche degli anni novanta che hanno fatto 200.000 morti.

L’incognita maggiore è legata alla partecipazione, mentre è quasi certo che la proposta presidenziale verrà approvata a larga maggioranza. Bouteflika ha condotto una campagna serrata per l’approvazione della Charta incentrando il discorso sulla necessità di perdonare. Per i partiti laici e democratici è stata una campagna blindata, a senso unico. Secondo la Charta gli esiliati potranno ritornare, ma non svolgere attività politica; saranno inoltre graziati i condannati e i detenuti per atti terroristici, a eccezione di chi abbia compiuto massacri collettivi, stupri e attentati in luoghi pubblici. “Bisogna voltare pagina adesso – dice un algerino – Abbiamo attraversato un periodo molto doloroso e non vedo come si possa essere contrari”. Le famiglie degli scomparsi rifiutano il modo nel quale le autorità hanno affrontato il problema. Secondo loro prima di accordare il perdono bisogna ottenere verità e giustizia.