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Israele, Sharon resta al timone del Likud ma il partito è diviso

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Israele, Sharon resta al timone del Likud ma il partito è diviso

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Il premier israeliano Ariel Sharon resta in sella al suo partito, il Likud. Seppur di stretta misura, la sua corrente è riuscita a prevalere in un voto al comitato centrale del Likud. Il gruppo dei ribelli, capitanato dall’ex ministro delle finanze Benyamin Netanyahu, aveva chiesto all’organo direttivo del partito di anticipare al prossimo novembre l’elezione del nuovo leader.

Con un margine di un centinaio di voti, meno del 4% del totale, il comitato ha deciso che Sharon rimarrà invece in carica almeno fino ad aprile 2006. Il premier, ferocemente criticato per lo smantellamento delle colonie ebraiche nella Striscia di Gaza, può considerarsi vittorioso. Ma il voto evidenzia un partito profondamente spaccato. Il che renderà difficile l’azione di governo nei prossimi mesi. L’altroieri per il sabotaggio di un microfono a Sharon era stato perfino impossibile rivolgersi ai delegati del Likud. Il rivale Netanyahu ha detto che rispetta la decisione democratica del partito ma si è ripromesso di sconfiggere Sharon alla prossima occasione. Le tensioni che attraversano il Likud erano ben visibili già nel parcheggio della sede del partito, dove gli attivisti delle opposte fazioni sono venuti addirittura alle mani. Il premier ha comunque intenzione di proseguire nel suo piano di ritiro. Prossimo obiettivo: lo smantellamento di altri insediamenti, in Cisgiordania.