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Israele uccide altri due capi radicali palestinesi. Hamas ritorna alla tregua

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Israele uccide altri due capi radicali palestinesi. Hamas ritorna alla tregua

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La politica degli omicidi mirati che Israele ha appena ripreso, fa altre 2 vittime. In un raid aereo a Gaza city sono rimasti uccisi un capo militare della Jihad islamica palestinese, Mohammed al Sheikh Khalil, e il suo luogotenente Mohammad Barhoum. Il gruppo radicale promette di portare la propria vendetta fin nel cuore di Israele.

Nello stesso tempo, l’altro gruppo del radicalismo palestinese, Hamas, preannuncia la fine dei lanci di razzi verso Israele. Mahmud al Zahar, uno dei principali dirigenti del Movimento di resistenza islamica: “Abbiamo preso un impegno con gli accordi del Cairo. Chiediamo ai nostri militanti di interrompere le loro attività contro l’occupazione israeliana fuori dalla striscia di Gaza”. Hamas si era impegnato a rispettare una tregua di fatto fino alla fine dell’anno. In questo fine settimana il cessato il fuoco si è improvvisamente interrotto quando una pioggia di razzi si è abbattuta su Israele. Una ritorsione dopo la morte, venerdi, in un’esplosione, di quindici militanti di Hamas. Un episodio dai contorni ancora poco chiari. La risposta del governo israeliano è stata la ripresa dei raid aerei su Gaza, il ritorno agli omicidi mirati e l’arresto di oltre 200 attivisti. Il ministero della difesa israeliano ha preconizzato l’istituzione di zone tampone di sicurezza all’interno e all’esterno della striscia di Gaza. La striscia è stata appena evacuata dai militari israeliani.