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Polonia: le forze politiche in gioco alle legislative e alle presidenziali

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Polonia: le forze politiche in gioco alle legislative e alle presidenziali

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La Polonia si prepara alle elezioni. Domenica scorsa i cittadini di Wrzesnia, nell’est del paese, hanno partecipato a uno “scrutinio bianco”, una prova preelettorale, che non è un vero test, dal momento che non tutti i partiti erano rappresentati, ma una sorta di allenamento, in vista del tour de force che impegnerà i polacchi nelle legislative domenica e nelle presidenziali il 9 ottobre. Le due campagne hanno inevitabilmente finito con l’intrecciarsi.Per lungo tempo in testa ai sondaggi, e superati solo oggi da Diritto e Giustizia, i liberali della Piattaforma civica, PO. Candidato alle legislative Jan Rokita, alle presidenziali Donald Tusk. Ex militanti di Solidarnosc, filoeuropei, liberisti, i due promettono una piccola rivoluzione fiscale con l’imposizione di un’unica aliquota per l’imposta sul reddito.Una politica che non piace affatto ai diretti avversari di PO, per l’appunto i cattolici conservatori di Diritto e Giustizia.

Avversari che però, saranno probabilmente costretti a formare una coalizione con i liberali, se non vogliono rischiare uno stallo alla tedesca. A complicare le cose, la scelta dei due candidati: Jaroslaw Kaczynski, alle legislative, e il fratello gemello Lech Kaczynski alle presidenziali. La stretta parentela e la somiglianza tra i due hanno inquietato molti, fino a far temere scambi di cariche e di persona.Uno dei partiti politici più antieuropei d’Europa, Samoobrona, l’autodifesa contadina di Andrzej Lepper, guadagna terreno con l’11 per cento delle intenzioni di voto, e potrebbe diventare la terza foza politica del paese davanti ai socialdemocratici dell’SLD. Il partito al potere, infatti, è ormai in caduta libera, dopo gli scandali di corruzione che hanno travolto l’intera formazione politica e in particolare il suo candidato alle presidenziali, Wlodzimiers Cimoszewicz, costretto a ritirarsi. Le accuse a Cimoszewicz non sono mai state provate, e lui ha denunciato “menzogne” e una “campagna sporca” da parte degli avversari. Ma gli elettori sono ormai sfiduciati nei confronti di una sinistra giunta al potere dichiarando lotta senza quartiere alla corruzione, e che alla fine ha dovuto epurare la metà dei suoi membri, perché coinvolti in scandali o perseguiti dalla giustizia.