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Iraq: resta tesa situazione a Bassora dopo blitz per liberare agenti britannici


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Iraq: resta tesa situazione a Bassora dopo blitz per liberare agenti britannici

Un’azione più che giusta. Così il ministro della difesa britannico John Reid ha difeso l’incursione delle truppe inglesi nel carcere di Bassora per liberare i due commilitoni arrestati dalla polizia irachena.

Dell’edificio sono rimaste le macerie e nel caos del blitz sono fuggiti 150 detenuti. Questa la testimonianza di un agente che era presente all’azione: “4 blindati hanno abbattuto il muro della prigione e distrutto l’auto di un collega passanci sopra coi carri”. 8 tank hanno circondato il commissariato, ma i militari che hanno fatto irruzione hanno scoperto che i due uomini non erano più lì. Secondo la ricostruzione fornita dal generale John Lorimer che ha condotto l’operazione, i due sono poi stati recuperati in un’abitazione di Bassora. I militari sarebbero agenti dei servizi segreti. La polizia irachena li accusa di non essersi fermati a un posto di blocco. Ma su quale fosse la missione loro affidata, sull’estatta dinamica dell’arresto e del blitz successivo vi sono ancora molti punti oscuri. Mentre le truppe britanniche cercavano di ottenere la liberazione dei colleghi,le proteste della gente del luogo sono sfociate in un assalto ai mezzi corazzati, dati alle fiamme. Vi sarebbero almeno 3 morti oltre a 3 militari britannici feriti. La sola cosa certa sono le immagini del violento scontro e l’accavallarsi di poteri fra milzie britanniche e pattuglie irachene che dovrebbero cooperare per la stibilizzazione del Paese.
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