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Petrolio: la produzione non aumenta. Per l'Opec il problema sono le raffinerie

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Petrolio: la produzione non aumenta. Per l'Opec il problema sono le raffinerie

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L’Opec non aumenterà la produzione di petrolio. L’indicazione emerge da Vienna dove sono riuniti, per due giorni, i ministri dei paesi aderenti al certello. Per calmierare il prezzo del greggio aumentare i barili non serve. Serve una maggiore capacità di raffinazione. Concetto ribadito anche dal presidente dell’Opec, lo sceicco kuwaitiano Ahmad Al Fahd Al Sabah.

“La nostra preoccupazione è trovare una soluzione duratura all’aumento del prezzo. Vogliamo anche rassicurare i mercati sul fatto che non c‘è pericolo che le riserve si esauriscano. Vogliamo evitare conseguenze negative sull’economia mondiale”. A questi prezzi, il petrolio non è un buon affare per nessuno. Attualmente la quota di produzione Opec è di 28 milioni di barili al giorno, in realtà il cartello ne mette sul mercato 30,3 milioni. La richiesta a livello mondiale è in continuo aumento: nel 2005 ha raggiunto gli 83,5 milioni di barili. Per la prima volta al summit è stata invitata anche l’Europa. Andris Piebalgs, commissario europeo all’energia, non nasconde la preoccupazione. “Il caro-petrolio ha una forte influenza sulla crescita dell’economia europea. Nei grandi paesi il caro-petrolio riduce la crescita”. La produzione non aumenterà, l’indicazione è chiara. Ma l’Opec è decisa a chiudere il summit con una dichiarazione all’unanimità. Operazione non difficile. Sono quasi tutti d’accordo.