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Stillicidio di attentati a Bagdad

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Stillicidio di attentati a Bagdad

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Quattro autobombe nel giro di poche ore provocano circa 130 morti nella capitale irachena. L’ultima esplosione ha fatto almeno 11 vittime, erano in fila a un distributore per riempire le bombole del gas. Poco prima, altri due scoppi con sette morti e una ventina di feriti.

Alle sette, ora locale, le tre in Italia, l’attentato più pesante: 114 morti e più di 150 feriti nel quartiere a maggioranza sciita di Kathimiya. Il kamikaze ha condotto l’auto nella piazza in cui tutte le mattine gli operai si radunano alla ricerca di occupazione: si è fatto esplodere dopo averli chiamati offrendo lavoro per la giornata. Nello stesso quartiere, il 31 agosto, un pellegrinaggio sciita era terminato con mille morti: all’origine una calca, scatenata dalle voci sulla presenza di un attentatore. Un altro episodio stamane ha insanguinato l’Iraq ancora prima dell’alba: a Taji, circa 15 chilometri a nord di Bagdad, 17 civili iracheni della tribù Bani Tamim, sono stati prelevati dalle loro case mentre dormivano, radunati su una piazza e uccisi a colpi di pistola.