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Dopo gestione emergenza Katrina solo il 38% degli americani sostiene Bush


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Dopo gestione emergenza Katrina solo il 38% degli americani sostiene Bush

In questo 11 settembre la popolarità di George Bush tocca il suo minimo storico. Quattro anni fa, dopo l’attacco alle Torri Gemelle, il presidente aveva con sé l’America intera contro il terrorismo. Oggi, tornando a New Orleans per la terza volta, Bush fa i conti con la distruzione portata da Katrina e con la contrarietà dell’elettorato.

Mentre le vittime dell’uragano accertate salgono a 400, un sondaggio pubblicato da Newsweek dice che solo 38 americani su 100 sostengono ancora Bush dopo la gestione dell’emergenza nella Golf Coast. Un istituto demoscopico spiega che Bush perderebbe le elezioni contro tutti i suoi predecessori. I militari continuano a battere una per una le case di New Orleans: dopo due settimane sono ancora 10.000 le persone da evacuare. La Guardia Nazionale utilizza cani addestrati per la ricerca dei cadaveri: le autorità volevano impedire ai cronisti di seguire le operazioni, ma la corte federale di Husoton s‘è opposta avallando le proteste dei media. Per liberare le strade dalle acque, altamente contaminate, ci vorranno ancora 40 giorni. Solo nello stadio Astrodome di Huoston, Texas, sono accampati 2.000 sfollati. La Croce Rossa americana – che già impiega 36.000 volontari nelle operazioni d’assistenza – ha lanciato un appello: servono altre 40.000 persone.
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