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Regno Unito: associazioni in rivolta per il caro-benzina


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Regno Unito: associazioni in rivolta per il caro-benzina

Pronti a bloccare le raffinerie se il governo non abbasserà le accise fiscali sul prezzo della benzina. Gli attivisti di Fuel Lobby, l’associazione che si batte da anni per calmierare il prezzo del carburante nel Regno Unito, ha minacciato Tony Blair e il suo esecutivo. Se non rinuncerà a una parte delle tasse applicate a benzina e diesel, non ci sarà più una sola raffineria funzionante in tutto il paese.

L’esasperazione deriva dall’aumento dei prezzi. Quasi ovunque nel Regno Unito la senza piombo ha superato per la prima volta la soglia psicologica di una sterlina al litro. Nel 1995 per un litro di senza piombo si pagavano l’equivalente di 0,79 euro. Oggi ce ne voglio 1,48. Un aumento che sfiora il 90%. Le ragioni del caro-distributore vanno ricercate in particolare nelle devastazioni provocate da Katrina. L’uragano ha distrutto o reso inservibili piattaforme di estrazione, condotte e raffinerie in tutto il Golfo del Messico, bloccando il 30% della produzione americana di idrocarburi. Più che per l’aumento della benzina, gli americani sono preoccupati dal rischio di esaurimento delle scorte. Ai distributori si sono riviste le scene dell’embargo 1973, con code di automobilisti per garantirsi il pieno. “C‘è molto domanda di petrolio dalla Cina e dall’India – osserva questo automobilista newyorkese – perciò credo che i prezzi siano aumentati anche per colpa di Katrina ma non solo. E, passato Katrina, non credo che scenderanno”. Per far fronte ai danni provocati dall’uragano e contenere il costo del petrolio l’Agenzia internazionale dell’energia ha messo mano a 60 milioni di barili di riserve strategiche.
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