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Prime presidenziali pluraliste in Egitto: Mubarak a un passo dal 5° mandato

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Prime presidenziali pluraliste in Egitto: Mubarak a un passo dal 5° mandato

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La vittoria di Mubarak è scontata, ma l’Egitto sta comunque vivendo il dibattito politico più vivace degli ultimi 50 anni.

Nonostante gli sforzi dal presidente uscente per garantirsi il suo quinto mandato e nonostante le irregolarità, denunciate a più voci, gli osservatori internazionali, autorizzati in extremis ai seggi, concordano sulla portata storica di queste prime elezioni pluraliste del paese. Mubarak concorre per la prima volta con altri nove candidati, per lo più sconosciuti. A distinguersi sono soltanto due liberali: il primo è l’avvocato Ayman Nour, particolarmente apprezzato dai giovani. Ha un forte sostegno nel quartiere di Bab Al Sharria al Cairo, ma i suoi stessi collaboratori ammettono che ha poche chance di vittoria. L’altro sfidante di rilievo è il settantenne Noumane Gomaa, che potrebbe piazzarsi secondo. E’ il leader del partito storico Wafd, sostenuto dai nostalgici di quell’epoca precedente al colpo di stato del ’52 con cui si rovesciò la monarchia. Nonostante le votazioni si siano svolte finora senza incidenti, le voci “contro“si sono spinte fino alla piazza principale del Cairo. Alcune centinaia di manifestanti del movimento Kefaya, in arabo “Basta!”, hanno esortato a votare contro il capo di stato 77enne, al potere initerrottamente dall’81. “Il presidente si lamenta un dimostrante si è scelto gli sfidanti e questo non accade in nessuna democrazia al mondo”. Del resto i Fratelli Mussulmani, unica grande forza di opposizione, illegale, ma tollerata, sta aspettando le legislative di novembre in cui si presenterà come movimento indipendente.