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Disperazione e speranza nella peggiore crisi umanitaria della storia americana

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Disperazione e speranza nella peggiore crisi umanitaria della storia americana

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La più grave crisi umanitaria che gli Stati Uniti abbiano mai gestito in patria: il dopo Katrina significa trovare un alloggio, dar da mangiare, far tornare a scuola centinaia di migliaia di americani.

Solo nello stadio coperto di Houston, L’Astrodom, sono in sedicimila, i più indigenti, quelli che non hanno trovato nessuno che li ospiti. Tra loro una donna, che ha perso le figlie. “Non so quanto resterò ancora sana di mente, dice. Temo per la mia vita. Se risulto tra i dispersi non c‘è nessuno a cui comunicarlo. Sto cercando di farmi forza.” Tra tante storie di disperazione qualcuno ha fatto incontri fortunati. È il caso di una coppia che non solo ha ritrovato il figlio neonato ma si è vista offrire un appartamento da un agente immobiliare. Gratis e sinché la situazione non migliorerà. E poi c‘è una coppia del Mississippi, evacuata il giorno del matrimonio. Otto giorni dopo, con l’aiuto di altri sfollati, le nozze sono state comunque celebrate nel rifugio.