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Beslan un anno dopo: le madri delle vittime implorano chiarezza

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Beslan un anno dopo: le madri delle vittime implorano chiarezza

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Una delegazione delle madri di Beslan incontrerà oggi il presidente russo Vladimir Putin.

Non sarà un colloquio facile: un anno fa 1.127 persone si trovavano tenute in ostaggio in questa scuola dell’Ossezia del Nord. Qui ieri, invece del suono della campanella si è udita la disperazione per i 330 bambini, familiari e insegnanti che rimasero uccisi. “Se ne avremo la possibilità andremo all’estero a cercare giustizia. Perché èimpossibile ottenerla qui, specialmente quando colpevole è anche il capo dello stato”, dice Ella Kisayeva, una delle madri. Con una lettera aperta che ha fatto scalpore, molti ex ostaggi e familiari hanno chiesto asilo politico in qualche altro paese che rispetta i diritti umani. Vladimir Putin, che ieri inaugurando un’università a Krasnodar ha ricordato la castrofe, è sotto accusa per il comportamento delle forze speciali che reagirono ai terroristi ceceni asserragliati nella scuola. Se la versione ufficiale parla di esplosioni provocate dai sequestratori, molti biasimano le autorità per non aver negoziato e accusano le forze armate di aver provocato la carneficina col loro intervento. L’inizio delle lezioni a Beslan è stato rimandato al 5 settembre. In tutte le altre scuole russe, il primo giorno è stato quello del raccoglimento.