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Iraq: un'inchiesta per chiarire come sono morti mille sciiti

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Iraq: un'inchiesta per chiarire come sono morti mille sciiti

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Il giorno dopo la tragedia si sotterrano le vittime. In Iraq il dolore si mescola alla rabbia. Sono più di mille i pellegrini sciiti che hanno perso la vita, annegati nelle acque del Tigri o calpestati nella calca, nel disperato tentativo di mettersi in salvo. Erano diretti al mausoleo di Musa al-Khadim, settimo iman sciita, per celebrarne l’anniversario della morte. Per le autorità irachene, ufficialmente, si è trattato di un incidente, una tragica fatalità. Ma chi oggi sotterra i propri morti all’ufficialità non è disposto a credere.

Crede piuttosto alla rivendicazione del gruppo sunnita legato ad Al Qaida, l’esercito della comunità vittoriosa, comparso ieri su un sito islamico. E crede alla testimonianza di chi c’era sul ponte che porta al mausoleo e ha riferito di un allarme kamikaze lanciato da qualcuno, prima del fuggi fuggi generale. Il presidente iracheno Jalal Talabani ha assicurato che un’inchiesta rigorosa farà luce sull’episodio. Oggi, sul ponte della strage migliaia di sandali testimoniano le proporzioni del dramma. Amici e parenti cercano tra quei resti le tracce per identificare i propri cari.