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Iraq: una guerra più cara di quella del Vietnam

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Iraq: una guerra più cara di quella del Vietnam

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“Siamo di nuovo in guerra”: a sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, George Bush parla d’Iraq e dice “resteremo e vinceremo”, anche per non consentire ad Al Qaida di prendere il controllo dei campi petroliferi e finanziare nuovi attacchi. Lo ha detto proprio mentre cresce, anche negli States, la preoccupazione per la febbre del petrolio, con prezzi che non accennano a scendere, tantomeno dopo il passaggio del ciclone Katrina. “Combattiamo contro un nemico determinato – ha detto Bush – un nemico che brandisce un’ideologia fatta del disprezzo per tutto ciò che abbiamo sempre difeso“È un periodo difficile per Bush: la sua popolarità è in calo, e secondo un recente sondaggio il 57% degli americani disapprova la guerra in Iraq, o le modalità con le quali viene condotta. Anche se poi più del 50% ritiene che le truppe americane debbano restare nel paese. Due istituti nel frattempo hanno ricalcolato i costi della guerra, che vengono ora stimati a oltre 186 milioni di dollari al giorno. Mezzo miliardo di dollari al mese in più rispetto alla guerra del Vietnam, anche se il costo, in percentuale del Prodotto interno lordo, è inferiore.