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Iraq: c'è la Costituzione ma non il consenso

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Iraq: c'è la Costituzione ma non il consenso

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L’Iraq ha la sua Costituzione ma manca il consenso unanime sul testo finale. Con alcune settimane di ritardo, stamani la bozza della legge fondamentale è stata sottoscritta dai membri curdi e sciiti della commissione costituzionale, i delegati sunniti si sono rifiutati di approvarla.

Il testo è stato quindi presentato in parlamento per la lettura. È seguita la dichiarazione ufficiale Jalal Talabani, il presidente iracheno. Il testo, ha annunciato ufficialmente, sarà sottoposto, così com‘è, a referendum il prossimo 15 ottobre. La resistenza dei sunniti sull’organizzazione di tipo federalista non è stata scalfitta. Contrari alla decentralizzazione dello stato perché, hanno sostenuto fin da subito, va a a vantaggio di sciiti e curdi che popolano le zone più ricche di giacimenti petroliferi del Paese, i sunniti si sono detti favorevoli a un’autonomia per la sola regione curda.

Altro punto di discordia era l’articolo sette, che accogliendo la richiesta sunnita non mette più al bando il partito Baath, ma piuttosto il partito Baath al tempo di Saddam Hussein. Respinta la richiesta per cui l’Iraq farebbe parte del mondo arabo e islamico, sollecitata da sunniti e da alcuni sciiti, ma non dai curdi.

La parola passa adesso ai cittadini, che si eprimeranno nel referendum del 15 ottobre. Sebbene i sunniti siano la minoranza, rappresentano la maggioranza in tre delle 18 province del paese. E e’ sufficente il voto contrario di due terzi degli elettori delle tre province per bocciare il testo.