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L'Europa si rimette in moto dopo il dramma delle inondazioni

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L'Europa si rimette in moto dopo il dramma delle inondazioni

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L’Europa, flagellata dalle inondazioni, cerca di tornare alla normalità. In Svizzera oggi è stato riaperto il traffico autostradale del Gottardo. La A2, che collega il nord al sud del Paese, è di nuovo percorribile dalle automobili e dai camion, ma solo da quelli locali. Stanno ritornando nelle loro case i 340 cittadini di Berna, evacuati da 5 giorni dal quartiere Matte e i residente del quartiere vecchio.Il risentimento nei confronti delle autorità, che non hanno saputo prevenire la situazione, è forte. Anche in Germania si fanno i conti dei danni. Soprattutto in Baviera, dove nelle città di Regensburg, Kelheim, Passau e Straubing, il disastro è stato maggiore. L’acqua ha completamente allagato le case. Le strade sono coperte di fango. La gente si è già messa all’opera per portare via i detriti e per arginare con sacchi di sabbia l’acqua che potrebbe straripare dal Danubio. Ma il lavoro da fare è enorme e non è possibile fare previsioni sul costo e sulla durata della ricostruzione. E passata la tempesta, nell’Europa centro-orientale è anche il momento di dare l’ultimo saluto alle vittime. Più di 70 in totale, 26 nella sola Bulgaria. In Romania, il Paese più colpito, le inondazioni hanno provocato la morte di 33 persone, ma il bilancio è ancora provvisorio. I danni maggiori si sono verificati nella regione centrale di Harghita. Case, strade e ferrovie sono sommerse dal fango. Per la ricostruzione, sarà necessario almeno un miliardo e mezzo di euro. Secondo il ministero dell’Ambiente rumeno, il livello delle precipitazioni dovrebbe continuare a diminuire. Ma il pericolo, dopo le piogge, ora è quello delle epidemie.