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Sgombero Striscia Gaza: esercito israeliano irrompe in sinagoga di Neve Dekalim

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Sgombero Striscia Gaza: esercito israeliano irrompe in sinagoga di Neve Dekalim

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Neve Dekalim. Striscia di Gaza. L’esercito israeliano alla fine ha fatto irruzione nella sinagoga della principale colonia del blocco di Gush Katif.

Erano le quindici e trenta – le quattordici e trenta ora centrale europea – quando i militari hanno deciso di entrare nel luogo di culto dove da ieri si erano asserragliate più di mille persone. In gran parte ragazzi, ma non tutti coloni. Negli ultimi giorni sono stati infatti migliaia i civili israeliani che si sono infiltrati nella Striscia eludendo i blocchi dell’esercito. Il loro scopo: dare manforte all’opposizione al ritiro voluto dal governo di Ariel Sharon. E’ il premier stesso ad aver chiesto che i soldati non portassero armi durante le operazioni. Il copione è lo stesso: ogni singolo colono viene sollevato di peso da quattro militari. Gli insediamenti israeliani della Striscia di Gaza erano abitati da circa otto mila cinquecento persone. Secondo il governo di Tel Aviv gli evacuati sono oltre il settanta per cento. Alla mezzanotte fra il sedici e il diciassette agosto era scaduto l’ultimatum per l’abbandono spontaneo delle abitazioni. Poi il ricorso alla forza. I militari non hanno smesso di cercare il dialogo, negaziando con coloni e manifestanti sino all’ultimo. E anche in queste ore di scontro resta un rispetto reciproco di fondo. I soldati hanno soccorso alcuni manifestanti colti da malore. Le operazioni di sgombero – che pongono fine a 38 anni di occupazione israeliana – impegnano più di 50.000 militari. La maggioranza della popolazione israliana appoggia la scelta del premier Sharon.