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Oltre a Gaza Israele si ritira da quattro colonie della Cisgiordania

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Oltre a Gaza Israele si ritira da quattro colonie della Cisgiordania

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La striscia di Gaza non è la sola ad essere interessata dal piano di ritiro israeliano. Nel nord della Cisgiordania è stata decisa l’evacuazione di quattro insediamenti. A Ganim, abbandonato dalla popolazione, sono state segnate le abitazioni da demolire o i prefabbricati da trasferire.

Sono oltre duecentomila gli israeliani che vivono nelle duecentoquaranta colonie di Cisgiordania. Una trentina invece sono state costruite intorno a Gerusalemme est. Ganim, Kadim, Homesh e Sanur sono le quattro che fanno parte della fase uno del ritiro. La loro evacuazione lascerà ai palestinesi il controllo su un territorio grande il doppio della striscia di Gaza. Altri insediamenti invece si stanno espandendo, con o senza la benedizione del governo israeliano. È il caso di Maale Adoumim, la più popolosa delle colonie con quasi trentamila abitanti. Alcuni mesi fa la visita del premier Ariel Sharon per l’apertura dell’anno scolastico è stata l’occasione per rassicurare gli abitanti di cinque insediamenti: “Posti come Maale Adoumim, Ariel, Givat Zeev, Goush Etzion e Kiriat Arba resteranno sotto controllo israeliano. E qui israele continuerà la sua politica di rafforzamento e di espansione” Israele vorrebbe conservare questi insediamenti al momento della definizione dei confini del futuro Stato palestinese. La barriera di separazione che dovrebbe correre lungo il confine tra Israele e Cisgiordania, ha già inglobato parte del territorio palestinese e alla fine dovrebbe annettere di fatto una vasta porzione delle zone a ridosso del confine. La politica di colonizazzione e di annessione ha messo Sharon in difficoltà con il suo principale alleato il presidente americano George Bush. Ma anche la corte suprema israeliana un anno fa aveva chiesto al governo di modificare il tracciato del muro perché lesivo dei diritti dei palestinesi. Il ritiro da quattro colonie della Cisgiordania potrebbe quindi risultare un passo troppo debole se comparato all’evacuazione totale dalla striscia di Gaza. In quest’ultimo caso l’autorità palestinese ha il controllo su una striscia di terra ininterrota. Mentre in Cisgiordania i palestinesi rischiano di ritrovarsi un territorio a macchia di leopardo.