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Ritiro Striscia Gaza. Per ora i coloni si limitano alla resistenza passiva.

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Ritiro Striscia Gaza. Per ora i coloni si limitano alla resistenza passiva.

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Tutta la tensione del conflitto israelo-palestinese è concentrata nei pochi chilometri quadrati della Striscia di Gaza.

Le truppe israeliane incaricate di sgomberare i 21 insediamenti della lingua di terra procederanno fino a martedì notificando l’ordine di esplulsione. Poi useranno la forza. Per ora fra i coloni ha prevalso la resistenza passiva. Ma è chiaro che chi non è ancora partito spontaneamente, intende resistere. Attorno alla causa dei coloni hanno fatto blocco comune ultranazionalisti e destre radicali: l’arancione è il colore simbolo degli oppositori del ritiro voluto da Ariel Sharon. Gli ultraortodossi affidano alla volontà divina la speranza che i territori occupati da Israele nel 1967 non vengano evacuati. Trecento soldati si sono presentati stamattina a Neve Dekalim, enclave che ospita 2.600 coloni. Fra i 17 insediamenti che formano l’agglomerato di Gush Katif, a Sud della Striscia, gli abitanti di Neve Dekalim sono fra gli irriducibili. Hanno bloccato i cancelli per impedire l’accesso ai soldati. Ma non ci sono stati incidenti gravi. Poco più ad Est, a Morag, l’imperativo è la resistenza pacifica. Minore l’opposizione a Nord: a Nassanit la maggior parte degli abitanti sono partiti. La lettera consegnata dai militari ha convinto molti a non opporre resistenza. Ma la rabbia spesso prevale: per alcuni l’idea di lasciare la proprie case ai palestinesi sfocia in gesti d’ira e c‘è chi distrugge le pareti a colpi di martello prima di abbandonare le abitazioni. Fonti dell’esercito israeliano stimano che il 50% dei residenti della Striscia resteranno oltre il giorno 16. L’operazione “Mano Fraterna” – così si chiama il piano di ritiro votato dalla Knesset – prevede a quel punto l’impiego di quattro soldati per ogni colono recalcitrante. Intanto per il trasloco forzato sono stati adibiti una serie di tir che in lunghe colonne abbandonano la Striscia di Gaza.