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La carta Costituzionale irachena è in dirittura d'arrivo

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La carta Costituzionale irachena è in dirittura d'arrivo

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Oggi la commissione incaricata di redigere la bozza dovrebbe presentare il testo al parlamento per l’approvazione.

L’approdo all’Assemblea Nazionale è già un traguardo a causa delle divergenze tra i vari gruppi etnici e religiosi del paese, ma anche delle pressioni internazionali, come evidenzia lo sceicco sciita Fatih al Ghada: “Ovviamente gli americani e i britannici insistono per far passare le loro idee e il loro diritto nella costituzione”. Entro il 15 ottobre il testo dovrà essere sottoposto a referendum popolare: le operazioni per la registrazione degli elettori sono già iniziate. Se vincerà il sì, entro il 15 dicembre gli iracheni dovranno ritornare alle urne per scegliere un nuovo parlamento. Nel caso di un no, l’assemblea transitoria verrà sciolta, ne sarà eletto una nuova e l’intero processo ricomincerà da capo. Il principale punto di frizione sulla Costituzione riguarda il federalismo, difesi da sciiti e curdi. Ieri migliaia di curdi hanno manifestato nel nord del paese chiedendo un referendum per l’ indipendenza, ossia per il riconoscimento ufficiale dell’autonomia di fatto di cui godono nel Kurdistan.