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Inizia l'esodo israeliano

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Inizia l'esodo israeliano

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Con la chiusura della barriera di Kissufim sono terminati 37 anni di colonizzazione ebraica nella Striscia di Gaza. Finisce un’epoca nella contestazione e nella rabbia: questa barriera che non si vuole chiudere, a Kissufim, puo essere considerata l’emblema della lotta degli oltre 8 mila 500 coloni di Gaza che per mesi hanno cercato di impedire il piano di disimpegno voluto dal premier Ariel Sharon.

I coloni cheda oggi si trovano ancora nelle loro abitazioni sono ormai fuori legge. In realtà l’esecutivo israeliano ha concesso ulteriori 48 ore per lasciare gli avamposti. L’evacuazione forzata inizierà il 17 agosto: potrebbe essere necessaria per quattromila coloni, tanti si dicono pronti a tutto pur di restare. Il piano di disimpegno si suddivide in quattro fasi: la prima prevede il ritiro da tre colonie, Netzarim, Morag e Kfar Darom, da oggi passeranno ufficialmente sotto la tutela dell’Autorità Nazionale palestinese. Ad assicurare che le operazioni di sgombero delle colonie avvengano senza incidenti l’azione congiunta, ed eccezionale, degli apparati di sicurezza di entrambe le comunità. In serata è stato completato il dispiegamento di circa 7.500 agenti palestinesi che insieme ai colleghi israeliani veglieranno sull’incolumità dei coloni, difendendoli da eventuali attacchi da parte di gruppi militanti islamici.