ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Crisi nucleare: delicato equilibrio fra Tehran e Aiea dopo riapertura Isfahan.

Lettura in corso:

Crisi nucleare: delicato equilibrio fra Tehran e Aiea dopo riapertura Isfahan.

Dimensioni di testo Aa Aa

Le immagini di Isfahan hanno tenuto mezzo mondo con gli occhi incollati allo schermo. E preoccupano: soprattutto Europa e Stati Uniti. Rendendo nulli gli sforzi dei mediatori europei, l’Iran ha ripreso ieri le attività legate all’arricchimento dell’uranio. Un programma segreto per 18 anni, sospeso e riavviato a più riprese. Entro breve, la parola potrebbe passare al consiglio di sicurezza Onu. L’Iran mantiene comunque un delicato equilibrio per evitare di violare apertamente gli impegni presi aderendo al trattato di non proliferazione nucleare. Solo un’ala dell’impianto è entrata in funzione e sotto il controllo degli ispettori dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.

La porta voce dell’Agenzia Onu rileva comunque un’infrazione, apparentemente trascurabile ma significativa. “Hanno riaperto non appena gli ispettori hanno finito di collocare le telecamere, ma senza rispettare il periodo di controllo di 24 ore che avevamo richiesto. La comunità internazionale rappresentata dall’Aiea tende a diffidare del comportamento dell’Iran, che difende il diritto ad aver fonti energetiche alternative al petrolio. Ma Teheran a sua volta non si fida delle promesse europee e tanto meno di quelle americane. La collaborazione con l’Agenzia Onu resta buona, ma basata su un fragile equilibrio. Il portavoce del consiglio di sicurezza nazionale iraniano: “Prima di tutto – dice – i rappresentanti dell’agenzia hanno installato le loro telecamere che sono ora in funzione. E va detto che l’ala che ha ripreso le attività non era bloccata, dunque non abbiamo rotto alcun sigillo”. Le attività sono state riavviate appena dopo aver rifiutato l’ultima offerta dei madiatori anglo-franco-tedeschi: cooperazione per lo sviluppo del nucleare civile, una serie di opportunità per la cooperazione economico-commerciale, la promessa infine di appoggiare l’entrata di Teheran nell’Organizzazione Mondiale del Commercio. “Credo che Teheran debba rendersi conto che sta compiendo un passo nella direzione sbagliata” ha detto il minsitro degli Esteri tedesco Fisher. “La strategia iraniana vuol essere vantaggiosa per tutti. Gli europei invece perseguono solo il proprio interesse. Chiedono di sospendere ogni attività, cercare un altro lavoro ai nostri esperti nucleari. Sono proposte che umiliano la nazione”. Ha l’aria di una sfida la riapertura dell’impianto di Isfahan. Tecnicamente si tratta di una fonderia dove il minerale d’uranio viene trasformato in gas. Le centrifughe destinate a completare il ciclo di arricchimento si trovano nella vicina centrale di Natanz. Al momento ancora inattiva.