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Israele prepara il ritiro forzato

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Israele prepara il ritiro forzato

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Preparativi di evacuazione. A 9 giorni dal ritiro unilaterale di Israele dalle 21 colonie della Striscia di Gaza e dalle 4 della Cisgiordania, l’esercito con la stella di Davide si prepara al peggio. Nella base Julis, nel sud del paese, i militari ripassano le tecniche di evacuazione forzata. Solo il 60% degli 8 mila coloni ha firmato l’assenso a lasciare le proprie case, accettando i rimborsi del governo. Gli altri non ne vogliono sapere. Ritengono che la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, per gli ebrei ortodossi la Giudea e la Samaria, appartengano allo stato ebraico. C‘è scritto nella Bibbia.

Ma Ariel Sharon dei testi sacri ha un’interpretazione diversa. Archiviate le dimissioni del ministro delle finanze, Benjamin Netanyahu, sostituito con il fedelissimo Ehud Olmert, il primo ministro va avanti per la sua strada. L’esecutivo ha già approvato i piani di evacuazione delle prime tre colonie. Nei prossimi 9 giorni voterà altre 3 volte. A Ganei Tal, una delle colonie interessate dal piano, gli abitanti hanno consegnato le armi. È il segnale della volontà di evitare una lotta fratricida. Ma su ciascun’arma, insieme alla bandiera con la stella di Davide, c‘è un nastro arancione. I coloni obbediscono ma non sono d’accordo.