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Polemiche in Gran Bretagna per il piano antiterrorismo del governo

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Polemiche in Gran Bretagna per il piano antiterrorismo del governo

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Infuriano le polemiche dopo la presentazione del pacchetto di misure antiterrorismo del governo Blair. Nell’ultima conferenza stampa prima delle vacanze estive, il primo ministro aveva illustrato le nuove norme fra cui espulsioni più facili anche per chi predica la violenza, non solo per chi la pratica, e una probabile modifica dello Human Rights Act: “Venire in Gran Bretagna”, ha detto Blair, “non è un diritto. Chi arriva qui deve impegnarsi a rispettare i nostri valori e il nostro stile di vita. Sono cambiate le regole del gioco”. Fra le prime reazioni ai provvedimenti è sprezzante la replica di Mohammed Bakri, l’imam radicale di origine siriana noto per le sue prediche antioccidentali: “Sono gli stessi sistemi illiberali usati dal leader libico Gheddafi, dal presidente Egiziano Mubarak o da Saddam Hussein”. Critiche a Blair però, arrivano anche dalle organizzazioni islamiche moderate e da attivisti per la difesa dei diritti umani. Dice Shami Chakrabarti presidente di Liberty: “Tutte le leggi e tutti i discorsi del mondo, per quanto forti sono inutili. Quello che serve è un lavoro di intelligence, una collaborazione attiva con le comunità che non devono sentirsi escluse”. Alcuni provvedimenti verranno varati subito, altri in autunno per via parlamentare. Fra i primi risultati delle nuove misure, l’incolpazione ieri, di tre persone, accusate di aver occultato agli inquirenti informazioni relative ai falliti attentati del 21 luglio scorso.