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I diritti d'autore sulla rivoluzione arancione. In Ucraina è scandalo

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I diritti d'autore sulla rivoluzione arancione. In Ucraina è scandalo

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Gli ucraini inventano la rivoluzione privatizzata. Andriy, figlio maggiore del presidente ucraino Viktor Yushchenko, avrebbe depositato, come marchi di fabbrica, tutti i simboli della rivoluzione arancione che ha portato suo padre al potere alla fine del 2004.

Tazze, magliette, spille con la scritta “Tak! Yushchenko” – “Sì! Yushchenko”, in ucraino- vanno a ruba a Kiev e avrebbero generato profitti per l’equivalente di quasi 100 milioni di euro. Le rivelazioni hanno destato scandalo in Ucraina: “E’ chiaro a che servono tutti questi soldi – dice una commerciante ambulante -a pagare le spese della BMW”. Secondo rivelazioni di stampa, il diciannovenne Andriy, studente universitario, viaggerebbe sempre su una macchina di lusso in affitto e il suo cellulare sarebbe di platino. L’opinine del politologo Mikhail Pogrebinsky: “Per chi ha partecipato al movimento è un insulto. Questa rivoluzione l’abbiamo fatta noi e adesso una singola persona trae profitto dai nostri ideali”. La famiglia Yushchenko si difende sostenendo che l’operazione non è stata fatta a scopo di lucro, ma solo per evitare che gli emblemi della rivoluzione venissero sfruttati per chissà quale scopo. Gli Yushchenko non hanno però saputo spiegare perché i diritti d’autore siano stati registrati a nome del giovane Andriy. Il vice capo dell’amministrazione fiscale Myko Kateryntchuk, ha commentato: dov‘è il problema: un genitore aiuta sempre il proprio figlio.