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Israele, gli ultra-nazionalisti rinunciano alla marcia su Gaza

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Israele, gli ultra-nazionalisti rinunciano alla marcia su Gaza

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I 17.000 mila soldati e poliziotti israeliani schierati sono bastati per far desistere gli ebrei ultranazionalisti.

Dopo essersi resi conto che il rapporto di forza era praticamente di uno a uno: i 15-20.000 manifestanti hanno rinunciato alla marcia nella Striscia di Gaza. I dimostranti, assembrati a Okafim, nel sud di Israele hanno capito che raggiungere gli insediamenti di Gush Katif, distanti una ventina di chilometri, sarebbe stato impossibile. Nonostante tutto, piccoli gruppi sono riusciti a infiltrarsi: aggirando i posti di blocco, presentando falsi documenti o grazie alla complicità di qualche militare ultra-religioso. Ad ispirare i sostenitori dei coloni è la preghiera. Loro scopo era unirsi agli israeliani della Striscia di Gaza, barricarsi con loro a difesa degli insediamenti che fra due settimane l’esercito comincerà a smantellare. Il governo di Ariel Sharon ha deciso di abbandonare l’intera zona, giudicandolaindifendibile con i suoi 8.500 coloni sparsi in mezzo a centinaiadi migliaia di palestinesi. E’ la seconda volta in poche settimane che un tentativo di massa di boicottare il disimpegno fallisce di fronte allo schieramento dei militari.