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Ebrei ultranazionalisti bloccati alla porte di Gaza a pochi giorni dal ritiro.

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Ebrei ultranazionalisti bloccati alla porte di Gaza a pochi giorni dal ritiro.

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Sono bloccati a pochi chilometri da Gaza, ma gli ultranazionalisti israeliani non intendono gettare la spugna.

Accampati a Ofakim, si stanno al contrario riorganizzando per decidere quali azioni mettere in atto. Lo scopo è riuscire ad entrare nella Striscia di Gaza e tentatare – in extremis – di contrastare l’evacuazione delle colonie israeliane. In più di 10.000 si erano radunati già ieri sera a Ofakim. Nonostante l’imponente blocco delle forze dell’ordine, gruppi di irriducibili erano riusciti ad infiltrarsi a Kissufim, a sud di Gaza – ormai considerata zona militare per i non residenti. Sarebbero più di 200 i manifestanti arrestati. Nel primo pomeriggio la radio israeliana ha dato notizia di una forte esplosione nella zona meridionale degli insediamenti ebrei di Ghuf Katif. Non ci sarebbero feriti. La natura dell’esplosione è ancora indeterminata. Il piano di ritiro voluto da Ariel Sharon e votato dalla knesset, prevede lo smantellamento delle 21 colonie di Gaza ed altre 4 nella Cisgiordania il 17 agosto. L’operazione prevede l’impiego di circa 30.000 militari. A Gaza intanto 10.000 palestinesi festeggiano con balli e canti il passo storico: le colonie che verranno evacuate sono territori che Israele occupò durante la guerra nel ’67.