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Speranza in Irlanda del Nord dopo all'addio alle armi dell'Eta

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Speranza in Irlanda del Nord dopo all'addio alle armi dell'Eta

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L’Ira, l’Esercito Repubblicano Irlandese ha annunciato il definitivo abbandono della lotta armata. Con la dichiarazione del gruppo paramilitare filo-cattolico l’Irlanda del Nord ha forse chiuso un capitolo di violenza durato oltre trent’anni.

“Questo può essere il giorno in cui, finalmente, dopo tutte le speranze tradite, la pace prende il posto della guerra e la politica il posto del terrorismo”, ha detto il premier britannico Tony Blair. Fiducioso anche Bertie Ahern, il primo ministro di quella repubblica irlandese alla quale i cattolici dell’Ulster vorrebbero essere riannessi: “Accolgo con piacere l’impegno dell’Ira di abbandonare la lotta armata e di completare il disarmo per passare a mezzi esclusivamente pacifici”. .Il capo dello Sinn Fein, il partito politico considerato emanazione dell’Ira, difende il documento dei militanti, giudicato insoddisfacente da alcuni perché non contiene l’esplicita rinuncia alle attività criminali. “Ma quando si dice che ai suoi attivisti l’Ira vieta il coinvolgimento in qualsiasi altra attività”, cosa pensano che si intenda? – si chiede Gerry Adams. I protestanti radicali del reverendo Ian Paisley tuttavia rimangono scettici:“E’ un gesto vuoto. Noi non vogliamo parole, vogliamo azioni e qui le azioni non ci sono”. A Belfast la gente attende gli sviluppi concreti. Anni di negoziati sembrano aver assuefatto la popolazione. “E’ una storia già sentita. C‘è scetticismo per via della fine che hanno fatto tutti gli annunci dell’Ira. Li hanno dimenticati troppo spesso”, dice un uomo in un pub. “E’ stato già detto prima e hanno consegnato pezzi d’armi ma poi la violenza è sempre tornata in qualche altra forma”, aggiunge una donna.