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La Nasa prepara una missione di salvataggio

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La Nasa prepara una missione di salvataggio

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Nel plasma infiammato che avvolgeva il Columbia, destinato a disintegrarsi in quel maledetto 1.o febbraio 2003, c’erano anche le piastrelle termiche della pancia dello shuttle che si staccavano una a una, dopo i danni all’ala subiti nel lancio di 16 giorni prima. L’equipaggio non lo sapeva. Il fantasma del Columbia è vivissimo nei cuori e nei cervelli della Nasa, e disegna scenari prima inimmaginabili, più da fiction cinematografica che da realtà scientifica Il problema potrebbe ripetersi infatti col Discovery. E gli ingegneri di Houston si trovano a gestire una situazione mai verificatasi prima. L’equipaggio del Discovery è al sicuro, dentro la Stazione spaziale internazionale. Ma per poco tempo: 9 persone, in uno spazio concepito per 3, hanno viveri solo per un mese. La comandante della navetta, Eileen Collins, s‘è detta sorpresa e delusa del ripetersi degli stessi danni subiti dal Columbia. “Pensavo che il problema fosse stato risolto” ha detto.Se l’analisi dei danni suggerirà che non è il caso di rischiare, il Discovery sarà sganciato e fatto disintegrare al rientro nell’atmosfera.Scatterà quindi l’operazione recupero. A Cape Canaveral, lo shuttle Atlantis viene preparato in tutta fretta, rinunciando a molti dei controlli preliminari. Un equipaggio di 4 astronauti è addestrato per portare soccorso. Tre di loro sono veterani dello spazio, tutti sui 40 anni e padri di famiglia. Come in un celebre film di Hollywood, si accolleranno grossi rischi per portare a termine una missione disperata. Che, comunque vada, potrebbe essere l’ultima dell’intero programma shuttle.