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Irlanda del Nord: dopo le parole i fatti

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Irlanda del Nord: dopo le parole i fatti

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Dopo le dichiarazioni di intenti i fatti. E’ quello che tutti si attendono in Irlanda del Nord. Per far fronte alle aspettative dei repubblicani l’esercito britannico ha cominciato a smantellare una serie di basi militari, posti di controllo e torrette di osservazione. Dublino e Londra sono anche decise a rimettere in moto il governo locale, in stallo da tre anni.

Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, vetrina politica dell’Ira, a questo punto chiede agli unionisti piu’ oltranzisti di abbandonare essi stessi le armi, come annunciato ieri dall’Esercito Repubblicano Irlandese. “Una cooperazione fra i lealisti e lo Sinn Fein non sarà facile, ha detto oggi Adams. Se il partito di Ian Paisley sia disposto o meno a raccogliere la sfida non lo so, io me lo auguro.” Gli unionisti piu’ oltranzisti oggi hanno preso male la notizia della smobilitazione di alcune basi militari, ricordando i precedenti impegni presi dall’Ira e non mantenuti. I lealisti di Paisley chiedono prove tangibili dell’avvenuta distruzione delle armi, e in ogni caso i gruppi paramilitari unionisti hanno già detto che non seguiranno l’esempio delle milizie repubblicane. A pesare sulla decisione dell’Ira le fortissime pressioni, anche internazionali, dopo la rapina miliardaria in una banca di Belfast, a loro attribuita, e l’assassinio ancora impunito di un uomo all’uscita di un pub.