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Dopo l'IRA, l'ETA? La Spagna vorrebbe crederci

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Dopo l'IRA, l'ETA? La Spagna vorrebbe crederci

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“Una grande notizia” così il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ha definito la decisione dell’Ira di abbandonare la lotta armata. Ma il capo del governo invita alla calma chi si affretta a fare paralleli con l’Eta perché, secondo l’esecutivo di Madrid, la questione basca non si può paragonare a quella nordirlandese. Il ministro dell’interno José Antonio Alonso: “Le due situazioni non sono comparabili. Ogni paese ha i suoi problemi e i suoi percorsi”.

Josu Erkoreka, del Partito nazionalista basco, spinge, invece, sul paragone: “L’organizzazione terroristica ETA dovrebbe prendere insegnamento. E’ la dimostrazione che è possibile sostituire quella che loro definiscono lotta armata con un’implicazione forte nella vita politica, con tutto quel che ne consegue”. Nel maggio scorso il parlamento spagnolo ha autorizzato il governo a intavolare un dialogo con l’ETA per porre fine alla violenza. A questo inizio di dialogo si è riferito Arnaldo Otegi, leader del disciolto Batasuna, considerato il braccio politico del gruppo armato separatista basco. Secondo Otegi non bisogna dimenticare che il passo dell’IRA è stato preceduto da un serio negoziato.