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Controversa l'interpretazione dell'appello di Ljiljana Karadzic al marito

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Controversa l'interpretazione dell'appello di Ljiljana Karadzic al marito

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Un appello che potrebbe essere ascoltato. Ne è convinto piu’ di un analista serbo bosniaco: l’implorazione di arrendersi da parte della moglie di Karadzic potrebbe spingere il ricercato numero uno del Tribunale penale internazionale a consegnarsi alla giustizia.

Scettici invece per le strade di Sarajevo. “E’ un gioco, dice una donna, e credo che piu’ di una personalità internazionale preferirebbe non vederlo in manette.” “Non credo si arrenderà, dice un uomo, è una tattica. La moglie è stata costretta a farlo.” Ma il fermo del figlio di Karadzic avrebbe provocato l’effetto voluto. Ljiljana Karadzic, nell’accorato appello rivolto al marito perché si arrenda (e diffuso giovedi’ dalla televisione serbo bosniaca), ha fatto capire di subire continuamente pressioni da parte della Nato. Lo scorso luglio Le forze dell’Alleanza hanno trattenuto Aleksandar Karadzic per una decina di giorni, accusandolo di favoreggiamento. I responsabili Nato a Sarajevo negano qualsiasi tipo di strategia psicologica. Radovan Karadzic è accusato dal TPI di aver orchestrato una campagna di pulizia etnica contro le popolazioni non serbe in Bosnia, e di aver ordinato l’uccisione di ottomila musulmani a Srebrenica nel 1995.