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Irish Repubblican Army: più di 3 mila morti in oltre 30 anni di lotta armata.

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Irish Repubblican Army: più di 3 mila morti in oltre 30 anni di lotta armata.

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Gli attentati dell’Ira in Irlanda e Regno Unito, la repressione militare e le violenze settarie connesse, hanno fatto circa 3.600 morti negli ultimi trent’anni.

8 Novembre 1987: ad Enniskillen, una cittadina a maggioranza protestante,un’esplosione fa 11 morti e 65 feriti, durante una celebrazione in onore dei soldati inglesi caduti nelle due guerre mondiali. Altre bombe erano state collocate a Belfast. Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, dichiara che l’azione è deprecabile in quanto mina la legittimità politica dell’Ira. Nel 1994 l’Irish Repubblican Army annuncia un cessate il fuoco. Un passo storico: lo Sinn Fein viene ammesso al tavolo delle trattative. Ma le condizioni poste dal governo di John Major appaiono inaccettabili. Il 9 Febbraio ’96 una nuova bomba al Canary Wharf di Londra fa due morti. E’ una fase di stallo ma l’Ira comincia a distruggere parte degli armamenti. Nel ’97 Tony Blair vince le elezioni. Lo Sinn Fein conquista collegi nella Repubblica d’Irlanda. La svolta con gli accordi del Venerdì Santo nel ’98: siglate una dichiarazione di pace e il cessate il fuoco. Nel Gennaio ’98, sotto la pressione dei cattolici indipendentisti, Blair annuncia un nuovo processo sul massacro del Bloody Sunday: il 30 Gennaio ’72, durante una manifestazione per i diritti civili a LondonDerry, l’esercito inglese apre il fuoco sulla folla. Muoiono 14 persone. Ma dopo l’intesa del Venerdì Santo, il processo di pacificazione subisce paradossalmente una battuta d’arresto, con continui scambi di accuse fra cattolici indipendentisti e protestanti unionisti. Durante l’estate del ’98, il 15 agosto, una bomba di fabbricazione artigianale della Real Ira – un gruppo dissidente dell’Esercito Repubblicano – esplode a Omagh, nella contea di Tyron. Una telefonata aveva avvertito della presenza della bomba che esplose quando la polizia stava evacuando le strade. Il bilancio di 28 morti è inferiore solo alle 33 vittime di Dublino nel maggio 1974. Cosa ha portato l’Ira alla dichiarazione di oggi? Secondo gli analisti, certamente la crescente pressione della comunità internazionale. Ma potrebbero aver avuto un peso anche le accuse di coinvolgimento nell’omicidio del cattolico Robert McCartney e nella rapina del secolo, quella alla Northern Bank di Belfast.