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Parigi: dieci anni fa la strage alla metropolitana

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Parigi: dieci anni fa la strage alla metropolitana

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Parigi. 25 luglio 1995. Una bomba collocata su un vagone della metropolitana, esplode alla stazione di Saint Michel. Bilancio: 8 morti e centinaia di feriti. La firma è del gruppo islamico armato, cellula del Fronte islamico di salvezza, il partito che ha vinto le elezioni algerine del 1992, ma è stato messo fuori legge dopo il golpe militare.

10 anni fa Martine Boutros Hescoat lavorava per l’azienda dei trasporti pubblici. Prestò i primi soccorsi. “Vengo spesso a Saint Michel, in incognito, a pregare. Vengo, vengo, vengo….perchè questi sono i miei morti”. Seguirono altri 7 attentati. Alla fine i morti furono 10. Per i servizi segreti ad agire fu il fronte islamico armato, una specie di Al Qaida agli albori, come sostiene questo ex agente. “10 anni fa abbiamo avuto il primo esempio di ciò che è venuto poi: la strategia terrorista dell’islamismo radicale. Nessuna struttura verticale, ma una rete orizzontale e destrutturata”. I tre esecutori materiali stanno scontando l’ergastolo. Ma la giustizia francese aspetta ancora di mettere le mani sul presunto finanziatore, Rachid Ramda, nome di battaglia, Abou Fares. Arrestato a Londra il 4 novembre 1995, è sempre riuscito, grazie ai suoi avvocati, a evitare l’estradizione. Francoise Rudetzy, presidente di “SOS attentats”, l’associazione delle vittime degli attentati alla metropolitana parigina, spera che sia, finalmente, arrivato il suo momento. “Dopo gli attentati di Londra, forse anche i britannici riescono finalmente a capire come sia importante per i familiari delle vittime conoscere la verità”. La sorte di Rachid Ramda non interessa solo Parigi. Anche l’Algeria è in attesa. Nel suo paese d’origine è stato condannato a morte, in contumacia, per la strage all’aeroporto di Algeri del 1992.